Tutela Ambiente Montano

Itinerari Pedemontani


La risena di Polcenigo

La risena era un canale artificiale scavato a colpi di scalpello nella roccia, o costruito con pietre. 

Aveva una sezione di circa un metro, veniva utilizzato per far scorrere il legname da sopra il Ciglione (Busa Bernard) a Cultura con un dislivello di circa mille metri. Da qui lungo il Livenza giungeva sino a Venezia sui Barconi.

Sul sentiero Cai 982 che va da Cultura (ristorante bar da Stale) alla casera Ceresera a quota 1000 m. presso la fontana Buset si stacca un sentierino sulla sinistra che in breve (40 minuti) porta alla risena.

 

 

 

Il Mulino di Dardago

Percorrendo il sentiero che conduce dalle ultime case di Dardago sino alla chiesetta di San Tomè si attraversano, pur nella medesima valle, aspetti paesaggistici, per non dire paesaggi, sostanzialmente diversi

  • la zona del mulino con i prati stabili e le siepi segna confine;

  • il greto sassoso del torrente Artugna;

  • il bosco ceduo di carpino nero e orniello con la presenza di roverella e nocciolo;

  • la parete rocciosa strapiombante sul sentiero;

  • il ghiaione con la presenza di Festuca spectabilis e geranium macrorrhizum;

  • la zona di rimboschimento di confine presso la chiesetta di San Tomè.

Il complesso del "Mulino di Dardago" (Mulino Bronte) eretto nel 700 con la canaletta pavimentata in pietra per l'adduzione dell'acqua presente già alla fine del 600, come attestato dai relativi documenti dell'Archivio di Stato di Venezia, testimonia l'uso del territorio quasi fino ai nostri giorni.

 

Acquedotto "Clap de Pissol"

Verso la fine dell'800 un pastore del paese di Giais, tale Cesco Giovanni, mentre pascolava le sue greggi in località "Clap de Pissol" (sopra la frazione di Selva a circa 1000 m. di quota), avvertì lo scrosciare di un'abbondante vena d'acqua all'interno del sottostante costone roccioso. 

Il Cesco di sua iniziativa, utilizzando per le canalizzazioni cortecce di alberi e tegole, condusse tale vena d'acqua sino ai piedi del monte, mettendo a disposizione della comunità un bene prezioso. 

La lapide del Cesco fu conservata nel cimitero del paese, in segno di riconoscenza, fino ai tempi attuali, e rimossa, in questi anni, in seguito a lavori di ammodernamento del cimitero stesso. 

La stessa sorgente alimenta tuttora l'acquedotto del paese, situato in località "Pra Fuliàn".

Sono tuttora visibili, perché ben conservati, i manufatti del vecchio acquedotto visitabili con un vecchio sentiero.