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Il
Notiziario
10° Corso di Escursionismo
di Franco Protani
Domenica
17 giugno: si conclude oggi il 10° Corso di Escursionismo
con la salita al Monte Peralba 2694 metri. Le nuvole, basse
e scure, sono incollate ai fianchi delle montagne che
circondano la Val Sesis; la strada ancora umida per la
pioggia caduta durante la notte, sale ripida alle Sorgenti
del Piave. Il Peralba, nostra mèta, ci guarda incuriosito
dall’alto ridendo forse di noi. All’improvviso si scuote, si
sveglia e si toglie di dosso la densa nuvolaglia che fino a
poco fa lo avvolgeva: è incredibile, è veramente “chiaro”
ora che la luce del mattino lo irradia di pallido colore.
Con gli animi più sollevati ci prepariamo in fretta,
calziamo gli scarponi, un controllo all’attrezzatura e allo
zaino e finalmente si parte. La stradina sale ripida e in
breve raggiungiamo il Rifugio Calvi dove facciamo una prima
sosta per ricompattare il gruppo che si è frammentato lungo
la salita. Raggiungiamo l’attacco della via “ Ferrata Sartor
” che sale direttamente alla cima dal versante sud.
Indossiamo i caschetti e gli imbraghi, controlliamo i “kit
da ferrata” e noi Istruttori formiamo i gruppi di allievi
che ci seguiranno nella salita: prendo i primi cinque e
parto.
Lentamente iniziamo la salita, incontriamo le prime
attrezzature, il cavo d’acciaio che stringiamo forte nella
mano, la rupe tiepida che accarezziamo con trepidazione,
accompagnati dal rumore dei moschettoni che si agganciano
alle sicurezze. Non siamo in palestra , ma bensì in montagna
e sopra di noi centinaia di metri di roccia… la meta, la
cima lontana, quasi irraggiungibile! Con calma senza fretta
andiamo avanti e il lento susseguirsi degli stessi gesti che
quasi automaticamente ripetiamo fino alla noia, non ci
distolgono dal guardarci intorno, dall’osservare l’ambiente
che ci circonda, dal cogliere con lo sguardo i teneri
fiorellini che assurdamente crescono quassù tra le pieghe
del monte; ogni tanto, una battuta spiritosa o una parola di
incitamento per sdrammatizzare qualche passaggio un po’ più
difficile, aiutano ad allentare la tensione che portiamo
dentro. Ma ecco… si vede la cresta sommitale, persone che
arrivano dalla via normale, la croce… siamo arrivati in
cima! Finalmente l'inquietudine si allenta e la fatica,
accumulata durante l'ascensione, immediatamente scompare.
Siamo felici e come vuole la tradizione ci stringiamo la
mano complimentandoci per la bella salita. Intanto il sole
timidamente fa capolino tra le nuvole e piacevolmente
riscalda l’atmosfera. Mentre aspettiamo il resto del gruppo
ancora impegnato nella salita, cerchiamo di far passare il
tempo chiacchierando, scherzando, mangiando qualcosa,
guardando il panorama. Eccoli finalmente arrivare: sono uno
dietro all’altro, in fila indiana, stanno superando gli
ultimi cento metri di roccette e in breve ci raggiungono.
Nei loro volti si legge la fatica ma, negli occhi, la
soddisfazione per la mèta raggiunta: una mia stretta di mano
uno ad uno e, con una pacca sulla spalla, suggello questo
momento così importante per loro.
Siamo tutti riuniti, venti allievi e cinque istruttori,
accanto alla Madonnina eretta sulla panoramica cima, sotto
la quale nel 1988 Papa Giovanni Paolo II° sostò in
preghiera dopo esservi giunto percorrendo la via normale,
itinerario che da allora ha preso il Suo nome. Rivolgiamo
una preghiera al Papa Buono, scattiamo le foto ricordo poi,
con attenzione, cominciamo a scendere lungo la ripida,
franosa e mai banale via comune. Non dobbiamo perdere la
concentrazione e così mi vengono in mente le parole che un
grande alpinista diceva sempre durante le sue spedizioni:
“quando sei in cima la montagna è tua, ma ricordati che tu
sei della montagna fino a quando non l’hai discesa”.
Arriviamo così, sudati e contenti al Rifugio Calvi: sono le
tre del pomeriggio, tutto è andato a meraviglia e possiamo
finalmente festeggiare questa bella giornata che conclude il
10° Corso di Escursionismo organizzato congiuntamente dalle
Sezioni CAI di Pordenone, Sacile, San Vito al Tagliamento e
Portogruaro. Il corso, seguìto da una ventina di allievi, si
prefiggeva lo scopo di far acquisire gli elementi utili di
conoscenza e di sicurezza per una pratica sicura
dell’escursionismo. Sono stati trattati, in otto lezioni
serali, argomenti quali: abbigliamento ed attrezzatura,
rischi e pericoli della montagna, topografia ed
orientamento, sentieristica, primo soccorso, preparazione di
un' escursione, struttura del CAI, ambiente montano, nodi e
progressione su sentieri attrezzati. Nelle sei uscite
domenicali sono stati approfonditi con particolare cura gli
aspetti della storia, cultura ed ambiente delle nostre
vallate, flora e fauna, speleologia, pratica topografica ed
orientamento, percorrenza di vie ferrate. Un programma
intenso e vario, al quale tutti gli allievi hanno
partecipato con entusiasmo, dimostrando passione per la
montagna, sensibilità alle tematiche della sicurezza ed
attaccamento al Sodalizio.
A conclusione di questa importante esperienza, gli
Accompagnatori di Escursionismo, vogliono ringraziare tutti
gli amici che hanno prestato la loro opera per la buona
riuscita del corso e salutare tutti i soci che hanno
frequentato i corsi precedenti, augurando loro di continuare
a frequentare questo meraviglioso mondo nello spirito
dell’escursionismo del Club Alpino Italiano. - “
camminare per conoscere, conoscere per amare, amare per
tutelare”.-
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