Neve, sorrisi, cielo più o meno sereno,
serpeggianti tracce di discesa e più tortuose di salita: con un
apprezzato filmato composto da foto e musica, ha visto la luce
presso la sede CAI, a metà gennaio, il trentottesimo Corso di
scialpinismo, caratterizzato dal consueto clima informale,
sottolineato dal piccolo rinfresco offerto alla fine della
presentazione.
Ogni settimana sono state svolte due lezioni
teoriche in sede e, nei fine settimana, le uscite in ambiente
per approfondire i due temi principali del corso: quello tecnico
e quello della sicurezza. Il tema prevalentemente tecnico
comprende le fondamentali nozioni per la corretta pianificazione
di una gita, con l’impiego della carta topografica e della
bussola, la consultazione dei bollettini metereologici, la
discesa, la scelta della traccia e le nozioni sui comportamenti
da adottare in ambiente, per adattare, di volta in volta, il
comportamento alle diverse condizioni della montagna. Il tema
della sicurezza, intimamente legato a quello tecnico, richiede
la comprensione della trasformazione del manto nevoso e la piena
padronanza dell’uso dei metodi e degli strumenti
dell’autosoccorso: la pala, la sonda, l’ARVA.
Alto il gradimento per le gite effettuate,
tre alla domenica più due fine settimana, con caratteristiche
adeguate per lo svolgimento dei contenuti del corso e per
favorire una sempre divertente sciata su bella neve, fresca o
trasformata; incomparabili gli scenari delle Dolomiti, dell’Alpago,
dei Lagorai, delle Alpi Pusteresi sfondo dei tour proposti: per
le nostre macchine fotografiche c’è stato parecchio lavoro.
Dulcis in fundo, a coronamento di un memorabile corso, la mitica
due giorni con bivacco alla ex Casera Colbricon, dove, nello
spirito dello scialpinismo d’avventura, con un tempo non certo
favorevole, abbiamo sperimentato la tecnica di cucina da campo
(grigliata estrema per il forte vento), la costruzione di un
bivacco d’emergenza (truna nella neve, dove peraltro si è
dormito benissimo) e la tecnica di salita e discesa con lo zaino
delle grandi occasioni (carico di tutto).
Buono il livello raggiunto dagli allievi, i
quali hanno poi proficuamente proseguito nella pratica dello
scialpinismo, con altre belle gite favorite dalle nevicate, più
abbondanti nella seconda parte dell’inverno rispetto alla prima.
Chiudendo la porta della stanza dei ricordi di questa stagione,
con le mani che già stringono gli appigli delle vie di
quest’estate, porgiamo un ringraziamento agli istruttori e aiuto
istruttori della Scuola e un caloroso saluto agli allievi del
38° SA1. Ciao!