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Il
Notiziario
Corso di roccia avanzato in Corsicadi
Luca Stramare

L’idea di raggiungere un’isola in mezzo al Mar Tirreno per
affinare le tecniche di arrampicata potrebbe sembrare un po’
strana, soprattutto per chi vive così vicino alle Dolomiti ed
alle Alpi. Effettivamente, mentre attraversiamo le colline
pistoiesi in direzione Livorno, sembriamo più un’allegra
combriccola di amici, alla ricerca di un buon bicchiere di
Chianti e di un pomeriggio di ozio, piuttosto che i componenti
di un corso avanzato di alpinismo. Quando attendiamo il
traghetto che ci porterà a Bastia, è facile mimetizzarsi fra i
turisti, sfoderando anche noi tende, sacchi a pelo e fornelli di
varia misura, mentre le corde e gli imbraghi rimangono nascosti,
quasi in disparte. Appena sbarcati, la meravigliosa terra corsa
ci accoglie e suggerisce di fermarci sulla costa, ma, guardando
verso l’interno dell’isola, il nostro pensiero viene subito
rapito dalle guglie di granito che ci invitano a salire. Così,
una volta arrivati al Col della Bavella, nostro punto
d’appoggio, la strana sensazione iniziale è del tutto sparita.
Ci troviamo ad oltre 1.600 m di quota, fra boschi e montagne
severe; solo il mare, in lontananza, ci ricorda che siamo in
un’isola. Invece, il forte maestrale e le basse temperature ci
ammoniscono del fatto che ci troviamo in un luogo ideale per
vivere magnifiche esperienze alpinistiche. Anzi, ci accorgiamo
che lo spirito selvaggio di quest’isola coinvolge anche il modo
di andare per montagne: al posto delle dettagliate relazioni di
via, cui siamo tutti abituati, riusciamo solo a trovare
stringatissime descrizioni (ovviamente in francese), dove
l’intuito ed il fiuto alpinistico dovranno guidare i nostri
percorsi d’avvicinamento. Anche grazie all’instancabile
Giancarlo Del Zotto, direttore e grande conoscitore di questi
luoghi, ci inoltriamo lungo sentieri appena segnati fino
all’attacco delle vie, fra placche e tafòni su roccia sempre
meravigliosa, che ci consente di progredire con l’arrampicata in
aderenza, divertente e molto tecnica. Le giornate si susseguono,
quindi, fra bellissime salite durante il giorno e lezioni
teoriche nel tardo pomeriggio, che ci consentono di apprezzare
ancor di più sia l’ambiente naturale, sia il piacere di
un’attività così articolata come l’alpinismo. Eppure, al di là
delle montagne e delle lezioni, l’elemento che ha dato maggior
valore a questo corso-accantonamento è rappresentato dalla
componente umana: 9 allievi e 9 istruttori hanno passato insieme
una settimana di montagna, cultura e impegno, in allegria e
grande amicizia, condividendo il desiderio di divertirsi e di
imparare. La nostra attività si è sviluppata in questo modo: -
primo giorno: arrivo e sistemazione; - secondo giorno: manovre e
tecniche di progressione su granito, in falesia; - terzo giorno:
vie in montagna; - quarto giorno: escursioni libere; - quinto e
sesto giorno: vie in montagna; - settimo giorno: ripasso delle
varie manovre e rientro in Italia. Numerose le vie percorse, fra
cui la Via della Fratellanza alla Punta Ariettu (diff. max. 6b
obbl.), il Becco dell’Aquila (5C), la Via della Tribolazione
alla Punta Ciaccianu (6a obbl. con pass. 6b) e Punta dell’Aregale
(5c). Inoltre, alcune cordate hanno aperto anche nuove vie sulle
guglie della Bavella. Le soste sono generalmente attrezzate a
fix, o spit, mentre nella progressione sono necessari numerosi
cordini e friends medio grandi. Infine, un grazie a tutti gli
amici, per una bellissima settimana di sport e di allegria.
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