 |
Il
Notiziario n. 34
Cambio gestione al Rifugio
Pordenone
grazie "Cisa"
di Franco Jereb

Con il 31
dicembre 2008, si è conclusa la gestione del Rifugio
Pordenone da parte della Famiglia Feltrin. Una storia lunga
ben trentadue anni, probabilmente con pochi casi analoghi di
tanta longevità. Un percorso ricco di fatti, di avvenimenti
e di persone che hanno contrassegnato in modo così tangibile
la vita del nostro Rifugio.
Tutto è
iniziato il 1° gennaio del 1977, quando, con la fine della
gestione da parte della Famiglia di Guido Morossi, dopo
un'attenta ricerca l'incarico venne affidato alla Famiglia
Feltrin di Longarone. Con la signora Narcisa Zoldan, il marito
Giuseppe Feltrin ed i genitori Bruna e Antonio, cominciò quel
lungo spazio di tempo che ha lasciato in moltissimi Soci
numerosi indelebili ricordi. All'epoca e per molti anni ancora,
la strada per raggiungere il Rifugio era una pista più o meno
transitabile e, specialmente dopo le piogge, diventava un
“classico” vedere il Toni, armato di pala, piccone e
carriola, darsi da fare per riparare i danni.
Nel 1978 venne ampliata la cucina, rinnovati l'arrademento e
l'attrezzatura, il tutto anche per soddisfare le esigenze della
clientela sempre più numerosa e forse attratta anche
dall'elevato livello qualitativo dei “piatti” preparati dalla
Cisa. Nel 1980 fu installato un gruppo elettrogeno per il
funzionamento di lavastoviglie, lavatrice e frigorifero; allo
stesso tempo si completò l'arredo delle camere e dormitori. Era
un periodo di grande fermento anche per le Dolomiti Friulane e
la nostra struttura vide aumentare notevolmente il numero dei
visitatori. Dopo una lunga prassi burocratica, nel 1989, per
motivi di sicurezza, venne installato il telefono con un ponte
radio sul Dosso Nadei. Un'altra tappa importante fu poter
produrre energia elettrica pulita, attraverso la posa di un
impianto fotovoltaico.
Durante tutti questi anni, i
bravi gestori, coadiuvati nella loro attività dai figli Sergio e
Giovanni con la moglie Paola, si sono contraddistinti per
l'ottima ospitalità, facendo in modo che i loro clienti si
sentissero a proprio agio come a casa. La Cisa, sempre
sorridente, alla maniera di un'attenta chioccia con i pulcini,
attendeva il ritorno degli eventuali alpinisti ritardatari,
mentre il Beppo intratteneva i presenti con i racconti
delle sue epiche battute di caccia: la loro simpatia e le
capacità professionali saranno un bel ricordo per i numerosi
estimatori del Rifugio. Questo saper coniugare il “business” con
la viva atmosfera di rifugio alpino, è una dote che ha fatto di
questa gestione un'opera davvero preziosa. Le amicizie nate
all'ombra del Campanile di Val Montanaia rimarranno
inattaccabili dallo scorrere del tempo.
Un grazie sincero a Te, Cisa,
e alla Tua Famiglia. |
 |