Il Notiziario n. 34

Novità: la sala "boulder" per i Soci!

di Dino Marini

Che bella Dardago!
In primavera, quando le giornate grazie all’ora legale si allungano, le telefonate durante il giorno si intrecciano frenetiche; si cerca ansiosamente un compagno per la serata in falesia dove arrampicare fino all’oscurità (anzi, anche dopo tastando la parete). Molte volte poi la giornata finisce in pizzeria; tra una birra e una pizza nascono progetti di salite, gite o maturano altre idee.

Sospendere l’attività arrampicatoria in autunno ed inverno, naturalmente, manco a parlarne; si continua nelle palestre indoor. Ed ecco che iniziano le peregrinazioni: Colle Umberto, Portogruaro, un po’ meno a San Vito perché all’esterno d’inverno c’è freddo e umido ed i muscoli ... protestano. Quello che ha colpito tutti noi migranti dell’arrampicata, è l’ambiente che abbiamo trovato nelle varie palestre: tantissimi ragazzi, affiatati, molti dei quali non parlavano solo di magnesite e tendini, ma chiedevano informazioni a noi, più esperti  circa le vie di montagna. Molti ragazzi e non, chiedevano spesso a noi istruttori della Scuola, dove era possibile arrampicare fuori stagione: possibile che noi pordenonesi non si possa avere un posto per arrampicare d’inverno? L’idea, durante la pizza post Dardago, è stata immediata. Certo che è possibile, basta attivarsi!

Durante l’inverno 2006 abbiamo pensato, indagato, controllato, verificato; di opportunità manco a parlarne. C’era sì un progetto di una mega struttura a Vallenoncello, ma ….. molto remota. Abbiamo pensato ad un capannone, ad una vecchia struttura dell’acquedotto ma il problema erano sia i soldi per la struttura, che il riatto dell’immobile. Pensa e ripensa, a qualcuno è venuto in mente che, nella palestra comunale di Vallenoncello, c’era una struttura d’arrampicata praticamente inutilizzata. L’informazione è stata analizzata e strutturata con rapidità elettronica! Benissimo, pensiamo dove e come utilizzarla.

C’è da dire che, sia in Sezione che in Comune, abbiamo trovato collaborazione e iniziativa. In Sezione l’idea della struttura d’arrampicata girava già da un po’ e al Comune gli utilizzatori della palestra avevano chiesto di smontare la struttura d’arrampicata perché ingombrante ed inutile. Grazie a Lele ed Alleris (ed al Comune) ci siamo perciò trovati con un bel salone in Fiera Vecchia e con l’autorizzazione a smontare la struttura di Vallenoncello. Nel giugno 2007, salvo pochi scansafatiche, grazie al camion di Renzo e una piattaforma idraulica affittata dalla Sezione, in un caldissimo week-end, abbiamo smontato tutto il materiale per trasportarlo nella sala nuova. L’impresa è stata davvero dura; oltre a detta attrezzatura, occorreva recuperare attrezzi specifici, compressore, utensili, svitabulloni; insomma pezzo per pezzo abbiamo trovato tutto. Svita, smolla, abbassa, alza; accidenti quanto pesa! Insomma alla fine abbiamo smontato e trasportato tutto in Fiera Vecchia. Adesso la tentazione era forte: avevamo materiale e sala, come resistere e non costruire subito qualcosa? E così fu.

Galeotto fu l’agosto 2007, mese in cui il tempo fu pessimo; Silvio (ex esperto carpentiere) in ferie,  Moreno colto da frenesia e Stefano (un ingegnere ci deve sempre essere) con tanta pazienza. Cominciò Silvio andando a dare un’occhiata su come fare, proseguì poi Moreno con l’idea di montare subito un paio di elementi. Detto fatto, a fine agosto, la prima parete alta tre metri e mezzo e larga sei era montata. Ovviamente mancavano i materassi, ma causa una combinazione fortunata, (c’era un’offerta) la Scuola decise di approfittarne. Ecco,  il virus era stato iniettato!

In ottobre si iniziò a frequentare la struttura. Spesso venivano alcuni ragazzi a chiedere di entrare, ma eravamo molto incerti poiché la struttura non era assicurata, omologata, mancava un regolamento ed inoltre la dimensione non era ancora sufficiente a giustificare qualcosa di strutturato. Così venne l’idea: perché non organizzare lavori di ampliamento utilizzando tutto il materiale a disposizione? Bene! Grazie agli  sforzi di tutti, durante alcuni week-end piovosi e ad un primo stanziamento della Sezione, è iniziato l’ampliamento. Avvita, salda, fissa, inchioda, insomma dopo almeno quattro week-end lavorativi, i metri quadri arrampicabili erano più di 150 e le persone che li frequentavano in continuo aumento.

Che dire dei ragazzini che, finito l’allenamento di pallacanestro son venuti ad arrampicare o di persone, mai viste prima, che chiedono come  e quando apriremo? Secondo me c’entra il profumo rimasto dal “Renga Climbing” di primavera organizzato da Silvio, dove un manipolo di Soci e non, ha fatto sparire una secchiata di renga oltre che una dozzina di bottiglie. Oppure forse la fama della mega carbonara di Pasqua, confezionata da Pino, attira ancora i titubanti?

In ogni caso è indubbio che, senza dare nessun tipo di informazione, la frequentazione è aumentata ed è giusto regolamentare l’accesso per tutti. Sull’onda dell’entusiasmo qualcuno individua anche un’altra opportunità, il cavedio della Fiera Vecchia; qui, ci diciamo, una parete starebbe benissimo. Ma ormai il raddoppio della struttura boulder era già ordinato, grazie anche al contributo della Fondazione Crup e della Regione, perciò detto fatto avviamo il nuovo progetto; la parete ovvero 100 mq arrampicabili alti più o meno 9 metri che forse, se tutto va bene, riusciremo ad avere per l’autunno 2009. Certo non saranno come l’impianto di Treviso ma … un anno fa non c’era nulla.

Bene, cari amici! A fine dicembre 2008 i soci avranno a disposizione oltre 300 mq di superficie arrampicabile completamente protetta da materassi. Ma non è solo l’allenamento e l’arrampicata in se che ci attira. È francamente un piacere, dopo una giornata di lavoro, passare un paio d’ore in compagnia, parlando dei progetti futuri, del passato, della famiglia, del lavoro… Insomma un’oasi di amicizia e di serenità senza troppi problemi; se un passaggio non ti riesce o non hai voglia d’arrampicare che importa? L' importante e passare qualche ora serenamente in attesa che la stagione sia favorevole alle uscite più impegnative in montagna.

C’è arrampicata per tutti i gusti e per tutte le abilità!

SCHEDA TECNICA

Cos’è una struttura boulder indoor?

È un salone dove, alle pareti, sono stati montati pannelli alti circa 4 metri, verticali o strapiombanti dotati di appigli per arrampicare.

Come si arrampica in sala boulder?

Senza imbrago, con una tuta e con le scarpette d’arrampicata normali. In caso di caduta ci sono soffici materassi

Come funziona?

La sala della Sezione è nei locali della Fiera Vecchia in Via Molinari. L’apertura è nel periodo autunno- inverno nelle serate di martedì e giovedì dalle 19 alle 22; è gestita tecnicamente dalla Scuola di Alpinismo della Sezione. Il parcheggio è ampio e solitamente senza problemi

A cosa serve?

Serve a mantenere l’allenamento, a svilupparlo e ad imparare ad arrampicare. La sala è coordinata dalla Scuola i cui istruttori seguono chi vuole imparare o perfezionare la tecnica.

È molto difficile?

La superficie arrampicabile è vasta (oltre 300 mq) e ci sono itinerari di ogni difficoltà. Quindi è adatta a chiunque voglia fare un po’ di movimento serale.

Chi può fare bouldering  indoor?

Chiunque, di qualsiasi età, praticamente senza rischi particolari. Come in ogni attività fisica vanno inizialmente seguite le istruzioni e le indicazioni degli istruttori.

È una attività “stressante”?

No! Durante le pause tra un passaggio e l’altro, si chiacchiera, si ride e si passano un paio d’ore in compagnia.

Ci sono altri servizi?

Nei locali della Fiera Vecchia si può correre per riscaldamento, fare ginnastica, c’è la sala body building, docce, servizi.