Il Notiziario n. 36

Rinasce la TAM sezionale

di Toni Zambon

La vita della Sezione di Pordenone del Club Alpino italiano è cresciuta con una forte sensibilità riferita all'ambiente montano ed in particolare a quello della propria provincia. In senso generale, il Sodalizio a cui aderiamo, fin dagli albori ha espresso un forte valore culturale per la conoscenza, il rispetto e la conservazione originale dei luoghi alpini, proponendosi tale obiettivo in modo approfondito e continuativo. Il CAI è sempre stato particolarmente vicino alle genti valligiane che, nelle loro particolari zone, vivono storie e difficoltà diverse da quelle di pianura; queste ultime infatti, per la maggior parte, frequentano e conoscono le montagne quasi esclusivamente come posto di svago o come necessità di ristoro fisico. A tal proposito, dobbiamo tener presente che la nostra Associazione, a tutti i livelli, non ha mai insegnato la conoscenza delle varie tecniche di approccio escursionistico o alpinistico in modo disgiunto da quella dello studio e percezione dell'ambiente e delle popolazioni che vi abitano; complessivamente frequentare la montagna non è mai stato considerato dal CAI come esclusiva pratica sportiva. È stato pertanto importante che nello scorso autunno il Consiglio direttivo della nostra Sezione abbia chiesto ai soci che nel recente passato avevano aderito alla commissione tutela ambiente montano (T.A.M.), di riprenderne e di allargarne la specifica funzione, affinché i temi della montagna che coinvolgono l’ambiente, non rimangano nella sola sensibilità dei singoli, ma confortino il lavoro complessivo del CAI.

È questo un obiettivo piuttosto ambìto, al quale i presidenti delle altre Sezioni della provincia, contattati in proposito, hanno già dato, in via informale, la propria adesione. Con tale prezioso progetto verrà costituito un nuovo e importante gruppo di lavoro che coinvolgerà tutte le Sezioni del Friuli Occidentale. Lo scopo di una commissione TAM è quello di non contrariare solamente le problematiche negative, ma di studiare e di entrare nelle specifiche argomentazioni portando e ribadendo le proprie idee; è necessario anche cercare le soluzioni positive adatte a favorire e supportare le necessità delle popolazioni montane in coerenza al recupero della loro crescita demografica, affinché possano rinascere e rivivere i luoghi oggi abbandonati a causa della costante e continua difficoltà economica dei residenti. Di questi tempi, sentiamo spesso parlare di sghiaiamenti e prelevamenti di acqua dai fiumi, di nuove centraline per l'energia elettrica, di ulteriori sviluppi turistici, di rinnovamento e nuovi comprensori sciistici, di nuove piste ecc. Tutto questo farà bene alla montagna e a tutto il sistema naturale? È forse un toccasana per gli abitanti delle vallate alpine? Il nostro Sodalizio può fare qualche cosa per promuovere il tanto decantato sviluppo sostenibile e duraturo? A tal proposito, ci sono delle specifiche normative e protocolli europei chiamati “Convenzioni delle Alpi” sottoscritti dai ministri dell’Ambiente e predisposti da una commissione di lavoro nella quale il CAI, attraverso il Club Arc Alpine, ha trasmesso le proprie idee.

Ritengo pertanto essenziale ed importante ritrovarci nella nostra Sede per riprendere l'argomentazione sui tanti obiettivi da realizzare. L’invito che rivolgo a tutti i soci interessati è quello di lasciare in segreteria il proprio recapito telefonico o e-mail per invitarli ad una serata di sensibilizzazione, con un incontro che possa gettare le basi di questo lavoro e contribuire ufficialmente all'azione culturale per l'ambiente intrapresa dal CAI.