Il Notiziario

Rifugio Galassi dal 3 al 9 luglio 2005.

di  A.A.G. Giorgio Della Rosa

Dopo la bellissima esperienza del Trekking del Cuore dello scorso anno, ci si ritrova quest’anno con gli amici della sezione di Mestre per trascorrere una settimana al Rifugio Galassi (2018 m) ai piedi dell’Antelao. Carlo, Michele, Sara e Saul, arrivati a Praciadelan, impiegano solo pochi minuti per creare quell’affiatamento con i dieci piccoli alpinisti di Mestre, che sarà la costante di tutta la settimana. Già dall’inizio, con il viaggio in fuoristrada, lungo la Val d’Oten, si capisce che siamo qui per divertirci, gli stessi accompagnatori (Angelo, Flavia, Giorgio e la maestra Anna Maria) vengono contagiati da questa particolare atmosfera che i ragazzi sono riusciti a creare fin dal primo istante. Siamo ospiti del Rifugio Galassi, anche se i ragazzi si sentono talmente a loro agio che diventano padroni del Rifugio, il gruppo di gestione Maurizio, Dario, Sabina ed i cuochi, accettano volentieri la vivacità dei piccoli alpinisti che, purtroppo, visto il tempo inclemente, sono costretti a scaricare le loro energie in Rifugio, noi accompagnatori dobbiamo però, spesso, richiamarli alle regole da loro scritte già la prima sera: non correre per i corridoi e sulle scale, tenere in ordine le camere, parlare uno alla volta, collaborare nelle attività ed infine, gli accompagnatori devono essere leali. A metà settimana arrivano alcuni personaggi che fin dall’inizio sembrano seri ed importanti, corre la voce che sono dei medici, cenano con noi e dopo cena in  maniera scherzosa e semplice Flavio ci spiega i pericoli provocati dal morso di vipera e dalle zecche, peccato si deve andare a dormire, ma domani mattina si riprenderà. Luciano incomincia subito con l’alimentazione ed i pericoli in montagna, come proteggersi dal sole, ora tocca ad Alessandra che ci parla dei traumi, ma basta con la teoria passiamo alla pratica, Flavio la sera ha promesso che avrebbe provocato qualche morso di vipera e qualche puntura di zecca, sembra incredibile, ma trova i volontari per l’esperimento. Estrae una vipera dalla camicia e zac col pennarello rosso provoca i segni dei due denti velenosi sul braccio di Michele, ma niente paura i compagni gli immobilizzano il braccio col triangolo di stoffa che i medici hanno loro regalato e chiamano i soccorsi.

Carlo preoccupato corre dai compagni per il morso che un altro serpente di Flavio gli ha fatto sul braccio, ma si vedono i segni di tutti i denti è solo una biscia. Intanto nell’altra stanza Alessandra provocando cadute da strapiombi dirupi e pareti rocciose, insegna a riparare i danni di un’eventuale frattura sulla gamba con i mezzi di fortuna che di solito un alpinista ha a sua disposizione. E’ un peccato che la lezione sia già finita. Due strani personaggi si sono uniti al gruppo, Silvio e Francesco, vestiti con divisa da alpinisti seri, mangiano fagioli con le cipolle, sono istruttori della scuola Cesare Capuis di Mestre. Il venerdì mattina ci alziamo con un bel sole che illumina le cime innevate, possiamo partire per arrampicare sulle via attrezzata del Becett, sopra il rifugio. Tutti imbragati affrontiamo la salita con prudenza sotto la guida degli istruttori, per alcuni è la prima volta, ma la breve arrampicata viene affrontata con impegno e determinazione, soddisfatti arriviamo ai prati terminali. Silvio e Francesco scendono dalla via per recuperare le corde, noi invece scendiamo agevolmente dal sentiero fino a forcella piccola e poi al rifugio. Angelo ed io andiamo incontro a Silvio e Francesco per aiutarli a portare le corde e sorpresa all’attacco della via incontriamo uno splendido stambecco che ci guarda incuriosito da pochi metri, poi con due balzi sulle rocce se ne và. La sera si organizza la festa di addio con canti, scenette, barzellette, telegiornali e balletti, in cui vengono coinvolti anche i gestori del rifugio, che alla fine ci offrono la torta, purtroppo domani andremo a casa. Sabato mattina, malgrado il nuvolo, dal cielo arriva un elicottero del soccorso alpino, dal quale scende il Presidente Generale del CAI Annibale Salsa, che essendo di passaggio da Mestre a Sappada è venuto a salutarci, coronando così la splendida settimana.