| Attività
di Escursionismo
 "Set
e Dissipatori per Ferrata".
Novità introdotte dalla
Commissione Centrale Materiali
e Tecniche del Club Alpino
Italiano.
La
progressione in sicurezza su via ferrata richiede l’impiego
esclusivo di materiali dotati del “label” CE che ne certifica la
rispondenza alle norme europee (EN). L’attrezzatura da ferrata
dovrebbe comprendere :
-
Un casco a
norma EN;
-
Un’imbracatura
a norma EN;
-
Un set di
dissipazione dell’energia di caduta a norma EN;
-
Un anello di
fettuccia cucita a norma EN;
-
Due
moschettoni di tipo “K” (Klettersteig) a norma EN;
Molto spesso
invece, acquistando separatamente i singoli elementi, vengono
realizzati set da ferrata autocostruiti la cui
funzionalità è dubbia, perché andrebbe verificata con
speciali attrezzature di laboratorio. Il problema fondamentale è
che pur con tutta l’esperienza e l’abilità nella preparazione e
nell’utilizzo del materiale alpinistico, con un set
autocostruito non si ha alcuna certezza che l’accoppiamento tra
i vari elementi offra le garanzie desiderate.
Fattore di Caduta.
Consideriamo
prima le varie forze che vengono a crearsi in caso di caduta
dell’alpinista
: l’energia cinetica derivante
dalla caduta, la forza di arresto e il fattore di
caduta.
Un alpinista
si alza da una sosta bloccata per 10 m e
improvvisamente cade facendo un volo di 20 m; la
lunghezza della corda in grado di assorbire l’energia cinetica
sviluppatasi con la caduta, sarà di 10 m; in
questo caso il Fattore di Caduta sarà
Fc = 20 : 10
= 2
con uno
strappo di circa 1200 daN.
Considerando
un volo su via ferrata, avremo che l’alpinista, assicurato al
cavo metallico tramite una corda di 1 m, se cade
farà un volo di 6 m
(questa è la distanza
che esiste tra un ancoraggio e l’altro) e la lunghezza della
corda in grado di assorbire l’energia cinetica sviluppatasi con
la caduta, sarà di 1 m; in questo caso il fattore
di caduta sarà Fc = 6 : 1 = 6 con uno strappo di gran
lunga superiore ai 1200 daN.
Il corpo
umano non è in grado di resistere a sollecitazioni derivanti da
valori di Fc superiori a “2” che generano uno
strappo pari a 1200 daN.
Lo scopo del
dissipatore
è
quello di assorbire gradualmente
l’energia cinetica che il corpo acquista durante la caduta; in
questo modo si riducono le sollecitazioni sull’alpinista e sugli
elementi che compongono la catena di assicurazione al momento dello
strappo. La norma infatti impone un valore massimo per la forza
di arresto di non più di 600 daN (deca Newton);
Le
prove da effettuare sul set da ferrate sono in definitiva tre ;
-
La prima
prova che si effettua è quella dello scorrimento statico della
corda nel dissipatore. Il set viene collegato a una macchina di
trazione che, lentamente lo mette in tensione. In queste
condizioni lo scorrimento della corda all’interno del
dissipatore deve iniziare a carichi superiori a 1,2 kN
(120 kg) questo per stabilire che il dissipatore
permetta alla corda di scorrere con un certo attrito e non di
scivolarne fuori all’improvviso.
-
La seconda
prova riguarda il comportamento dinamico del materiale nelle
condizioni di utilizzo. In pratica viene simulata la caduta di
una massa di 80 kg per 5 m di
caduta, collegato al dissipatore con il moschettone e 1 m
di corda tra moschettone e dissipatore e 1,20 m di corda
libera di scorrere nel dissipatore. La forza massima di arresto
viene misurata con apposite apparecchiature, e non deve superare
i 6 kN (600 kg) con uno scorrimento della
corda nel dissipatore di meno di 1,15 m.
-
La terza
prova consiste nel sollecitare staticamente solo il dissipatore
sottoponendolo a trazione e non deve rompersi per carichi
inferiori ai 9 kN (900 kg).
Quindi
soltanto il “set da ferrata completo” che supera
queste prove, ottiene il label “CE” per conformità
alla norma EN 958.
In ogni caso
nell’utilizzare il dissipatore di energia a norma deve sempre
essere associata la corretta capacità di utilizzo dei vari
materiali. La CCMT (Commissione Centrale Materiali e
Tecniche) sta predisponendo, in collaborazione con la
CNSASA, la pubblicazione di una dispensa specifica –
“La sicurezza sulle vie ferrate: materiali e tecniche” –
con l’obiettivo di far conoscere i materiali e le tecniche per
affrontare nella massima sicurezza almeno dal punto di vista
dell’attrezzatura, questi itinerari.
Articolo tratto da “Lo
Scarpone” di Aprile 2005
a cura di Giuliano Bressan e Claudio Melchiorri
della Commissione Centrale Materiali e Tecniche
|